Decorazioni invernali  

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Natale è passato ma i Magi non sono neanche a metà strada, le festività non sono terminate. Quindi possiamo ancora preparare qualche decorazione.

 

Materiale comperato negli empori a poco pezzo: lana sintetica di bassa qualità, sfere trasparenti che si possono aprire, filo da cucito dorato...

 

E un paio di ghirlande...

 
 
Conosco diverse persone che questo Natale attraversano un periodo difficile della loro vita, e quando faccio queste cosine penso che sono molto frivole.

Pizzo Shetland del 1867  

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Al quarto tentativo, non mi vergogno a dirlo, sono riuscita a fare questo campione del Round Shetland Veil, un scialle di pizzo Shetland ai ferri del 1867.

 
Il punto di questo Shetland lace è conosciuto come Bird's Eye, oppure Spider lace, oppure Ring Lace
 

 
Volevo seguire fedelmente lo schema originale. Ho incontrato una certa difficoltà nel linguaggio dello schema, ad esempio: "make one" significa "yarn over", e non sempre è chiaro quando le maglie sono lavorate insieme o singolarmente. 



 
Devo ringraziare Aline, dal Canada, con la quale ho confrontato i miei dubbi. Lei, infatti, ha già riprodotto questo scialle (su Ravelry QUI). 
 
Il pattern si trova nel libro "The Abergeldie Winter Book" pubblicato a Londra nel 1867. Ora è patrimonio pubblico (quindi è un free dowload) perché l'università di Southampton lo ha digitalizzato e lo ha reso disponibile sulla Digital Resources from the Knitting Reference Library.
Questa biblioteca contiene circa 60 manuali di uncinetto, ferri e lavoro femminili dal 1800 al 1911, e sono il prezioso lascito dell'arcivescovo Richard Rutt, autore della spendida storia del lavoro a maglia, unica nel suo genere, "A History of Hand Knitting" (1987), ma questo merita un altro post...

E' zafferano lo scialle d'autunno  

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Sui miei ferri non manca mai uno scialle. Ora ne ho iniziato uno con il colore dorato dell'autunno.


Questa volta vorrei fare il modello "A gift from Laurel" di Joanna Johnson, sulla copertina della rivista Spin-Off, numero Fall 2012.

 
Spin-Off è la rivista di Interweave dedicata alla filatura e alla tintura a mano.
Ho acquistato il filato il mese scorso a Vetralla, in provincia di Viterbo lungo la Cassia (vicino Capranica e Sutri), da Bracciani. Si trova nel centro storico, a pochi metri dalla piazza del comune. Da fuori sembra un negozio di biancheria e abbigliamento, in realtà all’interno ha una intera stanza dedicata ai filati, e facilmente troverete la titolare intenta a lavorare a maglia.


Gomitolo rosa, due iniziative in una  

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Il Gomitolo Rosa  è una iniziativa a favore della salute femminile, ma anche degli allevatori di pecore, che hanno lana in eccesso.

"Il gomitolo rosa" vuole essere per il tumore al seno quello che le arance rosse sono state per la ricerca dell' Airc. La super produzione di lana così potrà servire anche a fare del bene, come è stato per le arance che i coltivatori siciliani non riuscivano a smaltire.
ha scritto La Repubblica lo scorso 28 febbraio in un articolo intitolato "Due milioni di pecore in più il dilemma della lana in eccesso. Usiamola per beneficenza"


Il progetto sostiene diverse associazioni impegnate sul fronte del tumore al seno e della salute della donna, mentre i produttori garantiscono un prodotto di lana italiana al 100%, interamente lavorata in Italia per conto di allevatori nazionali, in un contensto di piena tracciabilità e rispetto dell'ambiente.

Fino al 8 marzo 2013 il gomitolo rosa è in vendita a 5,00 euro, pesa 50 gr ed è lungo circa 80 m ed è stato prodotto nel lanificio The Wool Company di Biella. Il colore è molto bello, va praticamente con tutto!

Si può acquistare online oppure in occasione di iniziative di sensibilizzazione in diverse città d'Italia, il calendario è sul sito del Gomitolo Rosa:
http://www.gomitolorosa.org/

Maglia tubolare con i ferri circolari  

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Tempo fa Roberta ha fatto un bellissimo collo a maglia tubolare (o maglia doppia, double knitting), con i ferri circolari. Quando ha passato lo schema al resto del gruppo... non siamo riuscite a rifarlo. Io ci ho provato almeno tre volte, senza risultato. Rimane il mistero, ogni tanto cerchiamo di dipanarlo ma nel frattempo, apportando varianti, ho trovato un altro schema.
 
 

Maglia tubolare chiusa con i ferri circolari (senza cuciture)
 
1 giro: 1 maglia a dritto (k1), 1 maglia passata a rovescio
2 giro: 1 passata a dritto, 1 maglia a rovescio (P1)
 
Il lavoro è un'alternanza di questi 2 giri. Come si vede nella foto, è utile mettere un segnapunti (il filo rosso) nel punto di inizio del giro.

Il giardino povero - 3, raccolta  

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E' tempo di raccolta, di semi e di frutti.

 
La pergola di uva fragola
 
 
 
Il peperoncino. Quando è rosso pieno e maturo si stacca e si fa essiccare. Si usa in cucina ma è bene tenere da parte qualche seme per piantarlo il prossimo anno.
 
 
 
Le api e le farfalle hanno quasi lasciato le piante di lavanda, che ora si può raccogliere ed essiccare per gli armadi (come nel post dello scorso anno).
 
 
 
Quelle che all'inizio della stagione erano talee in acqua (qui) sono diventate belle piante folte.
Bisognerà rinvasarle per l'inverno, perché durante l'estate la terra in vaso si impoverisce, ed è bene tagliare qualche stelo e fare nuove talee, per rinvigorire la pianta.
 
 
 
I falangi sotto il pergolato. Qua e là hanno dei lunghi steli al termine dei quali si sviluppano nuove piantine, che a loro volta radicano sul terreno intorno. Ma qualcuna può essere staccata e messa a radicare in acqua. Sono piante molto decorative anche in vaso e in casa.
 
Ipomeo sullo sfondo di abeti. Questa è una varietà piccola e di un magnifico blu quasi scuro.
 
Questa è una varietà con fiori e foglie più grandi.
Per entrambe, ora è il tempo di raccogliere i semi che sono racchiusi in piccoli palloncini marroni.
 
In ogni caso, credo che sia bene non raccogliere la totalità dei semi dalle piante ma lasciarne una parte, che cada da sola sul terreno, e lasciar fare alla natura, che noi ci siamo o no.
 

Ipomea, lo scialle di cotone  

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Lo scialle Ipomea è lo stesso modello del Darjeeling, basato sullo schema a cuore di Derya Davenport, il mio preferito.

 
 
Le foto non rendono giustizia al filato di un colore intenso e profondo, e brillante allo stesso tempo. Ha un solo difetto, almeno per il mio gusto, non è morbidissimo.
Filato "Gong", cotone egiziamo makò (gasato mercerizzato) di Ornaghi, colore 987, bagno 81259, 130 metri x 50 gr. Ne ho utilizzati 5 gomitoli.
 
 

Mi ha ispirato l'ipomea nel giardino, o campanella. Il colore è simile, anche se il flash ha alterato quello dello scialle. E' una pianta rustica, con fiori bellissimi. Nasce facilmente dai semi, che si raccolgono in questo periodo.
 
 

Ancora una volta ringrazio Svetlana, per aver fatto da modella.

Il giardino povero - 2, ospiti  

Posted by: Lana Cotta in

In questi giorni di settembre maturano le nocciole e in questa zona, con la più alta concentrazione di noccioleti in Europa, gli sciattoli sono contenti.

 
 
 
Le caprette di un vicino hanno sconfinato e stanno brucando la siepe esterna del giardino all'italiana di un'amica! Lei non ne è entusiasta.
 
 
Non riesco a fotografare i ricci, perché vengono con il buio, e ho paura di spaventarli troppo con la luce del flash. E non riesco a fotografare neanche le farfalle, anche perché la mia macchinetta non funziona più e ne sto usando una avuta in prestito con cui non ho ancora familiarità. 

Cardigan di fine estate  

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Top-down, dal collo verso il basso tutto un pezzo senza cuciture, il mio modello ideale :)


Sto lavorando il Lady Kina, un modello gratuito e molto semplice. Il collo però è quello del Tea Leaves Cardigan, più o meno.
Ho lavorato i primi giri con ferri 2,5, poi ho continuato con il 4.

 
Il filato è "Nina", una sock yarn (lana per calze) di Lidl, 50 gr x 200m di lana e cotone quindi particolarmente adatto in questa stagione. Il colore mi ricorda l'ardesia delle case di montagna.
 
 
In questa ultima foto si dovrebbe capire meglio come si formano le maniche. Come vedete, il lavoro è ancora montato, sui ferri circolari, perché ora continuo verso la vita.
Ringrazio molto Svetlana che mi ha fatto da modella.


Il giardino povero - 1  

Posted by: Lana Cotta in

Chi ha detto che popolare un giardino è costoso? L'importante è scegliere piante facili da moltiplicare e a crescita rapida - cosa che, oltretutto, è anche di grande soddisfazione.
Una di queste è la Bella di Notte, si pianta all'inizio dell'estate, ha una fioritura molto lunga e basta raccogliere tutti quei semi tondi e neri che ogni fiore lascia per avere sempre più cespugli di anno in anno.


Il falangio e la tradescantia (chiamata anche erba miseria) crescono in fretta e si moltiplicano per talea, in acqua.



Entrambe sono piante che amano l'ombra, e proprio all'ombra mantengono un colore più vivo.  Hanno bisogno di innaffiature quotidiane.


L'ortensia è un'altra pianta che ama l'ombra e che, se ben potata, cresce per anni.


L'amaryllis è una bulbosa che, una volta piantato e ambientato, dilaga nel terenno anno dopo anno, come l'iris.


Quanto a alberi e arbusti, è bene fare attenzione quando tagliamo un limone: si possono trovare semi già germogliati all'interno. In ogni caso, scegliamo i semi più grandi e gonfi e piantiamoli, nascono quasi tutti, dopo qualche settimana.



Il resto, prossimamente.....

Ritorno al filet  

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Mentre cercavo un modello per la tendina, ho trovato moltissimi schemi di filet, un titpo di lavorazione a uncinetto che prese piede nell'Ottocento e da allora non è mai tramontato, è molto semplice e permette di creare bellissimi effetti merletto traforato.
Il filet si presta bene alle tende, la mia Daisy Valance ora è a questo punto:


La parte superiore è la "mantovana" in cui verrà infilata la stecca.
Erano anni che non lavoravo a filet, mi piaceva molto e mi piace ancora. E immagino che piaccia ancora a un mucchio di gente, vista la quantità di riviste specializzate che si trovano in edicola





Oggi si trova un filet più moderno che mi piace molto, senza nulla togliere al classico. Si tratta di un tipo di schema misto, in cui insieme al filet si lavorano anche altri punti, soprattutto le varianti dei ventaglietti (in inglese si chiamano shell). In fondo la Daisy Valance ne è un esempio estremamente semplice.

Darjeeling, lo scialle  

Posted by: Lana Cotta in

E' stato un piacere lavorare questo scialle, ci è voluto un pochino di tempo ma devo ammettere che sono molto contenta del risultato.



E' un regalo per mia sorella (che è la modella delle foto).


L'ho chiamato Darjeeling, perché mi piace il suono della parola, perché mi piace il thè e perché il colore della confezione Twinings.
Lo schema è estremamente facile da memorizzare, si parte dal centro per lavorare verso l'esterno, 6 aumenti sul dritto: 2 al centro e 2 su ciascuna estremità del ferro. In questo modo, viene una forma "a cuore" più avvolgente e portabile di quella triangolare semplice (l'avevo già postata il 13 nov 2011 QUI)


Il filato è uno strepitoso Grignasco composto di baby alpaca e merino, che mi ha regalato la mia generosa amica R. Ne ho utilizzato 7 gomitoli da 50gr, ma non conosco altri dettagli (metri, cod. colore) perché è una prova di fabbrica.
Ho lavorato con ferri n. 4,50  i miei preferiti KnitPro Spectra Flair con il cavo intercambiabile (man mano che il lavoro cresceva, ne ho messo uno molto lungo.


Per il bordo, ho raddoppiato le maglie sul rovescio poi ho lavorato 3 dritti e 3 rovesci.

Il nuovo filato di Bolsena  

Posted by: Lana Cotta in ,

Ho fatto un salto alla festa medievale di Sutri (Viterbo) dato che ero nelle vicinanze.


Nelle foto c'è poca gente perché sono andata la mattina piuttosto presto. Il campo dei figuranti e il mercato erano stati appena montati, sul pratone del percorso archeologico (etrusco) ai piedi del borgo medievale (Sutri è storicamente il paese rivale, ma vabbè, siamo sportivi).


Insomma, mi sono soffermata al banco della filatrice e ho fatto una bellissima scoperta: la signora Ilia stava filando lana delle pecore del lago di Bolsena (Viterbo), un filato non ancora in commercio.



Il filato viene lavato più volte, con l'acqua del fiume, mi ha spiegato la signora Ilia, poi filata. Nelle foto vedete una sintesi delle varie fasi di vita del filato: la lana cardata,  gli attrezzi per filare, le matassine, i gomitoli, e alcuni prodotti finiti.


E questa è una matassina che la signora Ilia mi ha regalato. Un regalo graditissimo e prezioso. Presto lavorerò un campione...


Sono molto contenta di questa notizia, della produzione di lana di pecore locali, del centro Italia, come lo sono stata per la lana L'Aquilana di Valeria del Gran Sasso.  Credo che dovremmo promuovere, a modo nostro, queste produzioni.
La signora Ilia, con i figli, fa parte dell'Associazione Opificium http://opificium.weebly.com/
è anche disponibile ad insegnare a filare.