Lo scialle Ipomea è lo stesso modello del Darjeeling, basato sullo schema a cuore di Derya Davenport, il mio preferito.
In questi giorni di settembre maturano le nocciole e in questa zona, con la più alta concentrazione di noccioleti in Europa, gli sciattoli sono contenti.
Top-down, dal collo verso il basso tutto un pezzo senza cuciture, il mio modello ideale :)
Sto lavorando il Lady Kina, un modello gratuito e molto semplice. Il collo però è quello del Tea Leaves Cardigan, più o meno.
Ho lavorato i primi giri con ferri 2,5, poi ho continuato con il 4.
Chi ha detto che popolare un giardino è costoso? L'importante è scegliere piante facili da moltiplicare e a crescita rapida - cosa che, oltretutto, è anche di grande soddisfazione.
Una di queste è la Bella di Notte, si pianta all'inizio dell'estate, ha una fioritura molto lunga e basta raccogliere tutti quei semi tondi e neri che ogni fiore lascia per avere sempre più cespugli di anno in anno.
Il falangio e la tradescantia (chiamata anche erba miseria) crescono in fretta e si moltiplicano per talea, in acqua.
Entrambe sono piante che amano l'ombra, e proprio all'ombra mantengono un colore più vivo. Hanno bisogno di innaffiature quotidiane.
L'ortensia è un'altra pianta che ama l'ombra e che, se ben potata, cresce per anni.
L'amaryllis è una bulbosa che, una volta piantato e ambientato, dilaga nel terenno anno dopo anno, come l'iris.
Quanto a alberi e arbusti, è bene fare attenzione quando tagliamo un limone: si possono trovare semi già germogliati all'interno. In ogni caso, scegliamo i semi più grandi e gonfi e piantiamoli, nascono quasi tutti, dopo qualche settimana.
Il resto, prossimamente.....
Mentre cercavo un modello per la tendina, ho trovato moltissimi schemi di filet, un titpo di lavorazione a uncinetto che prese piede nell'Ottocento e da allora non è mai tramontato, è molto semplice e permette di creare bellissimi effetti merletto traforato.
Il filet si presta bene alle tende, la mia Daisy Valance ora è a questo punto:
La parte superiore è la "mantovana" in cui verrà infilata la stecca.
Erano anni che non lavoravo a filet, mi piaceva molto e mi piace ancora. E immagino che piaccia ancora a un mucchio di gente, vista la quantità di riviste specializzate che si trovano in edicola
E' stato un piacere lavorare questo scialle, ci è voluto un pochino di tempo ma devo ammettere che sono molto contenta del risultato.
E' un regalo per mia sorella (che è la modella delle foto).
L'ho chiamato Darjeeling, perché mi piace il suono della parola, perché mi piace il thè e perché il colore della confezione Twinings.
Lo schema è estremamente facile da memorizzare, si parte dal centro per lavorare verso l'esterno, 6 aumenti sul dritto: 2 al centro e 2 su ciascuna estremità del ferro. In questo modo, viene una forma "a cuore" più avvolgente e portabile di quella triangolare semplice (l'avevo già postata il 13 nov 2011 QUI)
Il filato è uno strepitoso Grignasco composto di baby alpaca e merino, che mi ha regalato la mia generosa amica R. Ne ho utilizzato 7 gomitoli da 50gr, ma non conosco altri dettagli (metri, cod. colore) perché è una prova di fabbrica.
Ho lavorato con ferri n. 4,50 i miei preferiti KnitPro Spectra Flair con il cavo intercambiabile (man mano che il lavoro cresceva, ne ho messo uno molto lungo.
Per il bordo, ho raddoppiato le maglie sul rovescio poi ho lavorato 3 dritti e 3 rovesci.
Ho fatto un salto alla festa medievale di Sutri (Viterbo) dato che ero nelle vicinanze.
Nelle foto c'è poca gente perché sono andata la mattina piuttosto presto. Il campo dei figuranti e il mercato erano stati appena montati, sul pratone del percorso archeologico (etrusco) ai piedi del borgo medievale (Sutri è storicamente il paese rivale, ma vabbè, siamo sportivi).
Insomma, mi sono soffermata al banco della filatrice e ho fatto una bellissima scoperta: la signora Ilia stava filando lana delle pecore del lago di Bolsena (Viterbo), un filato non ancora in commercio.
Il filato viene lavato più volte, con l'acqua del fiume, mi ha spiegato la signora Ilia, poi filata. Nelle foto vedete una sintesi delle varie fasi di vita del filato: la lana cardata, gli attrezzi per filare, le matassine, i gomitoli, e alcuni prodotti finiti.
E questa è una matassina che la signora Ilia mi ha regalato. Un regalo graditissimo e prezioso. Presto lavorerò un campione...
Sono molto contenta di questa notizia, della produzione di lana di pecore locali, del centro Italia, come lo sono stata per la lana L'Aquilana di Valeria del Gran Sasso. Credo che dovremmo promuovere, a modo nostro, queste produzioni.
La signora Ilia, con i figli, fa parte dell'Associazione Opificium http://opificium.weebly.com/
è anche disponibile ad insegnare a filare.
Mi è arrivata una comunicazione dal Parco del Gran Sasso e Monti della Laga (Abruzzo) che vi giro volentieri.
Da venerdì 29 luglio a domenica 1 luglio 2012 si tiene un corso di tintura con colori naturali ricavati da piante nostrane, presso il Monastero di San Colombo a Barisciano.Il corso è organizzato in collaborazione con l'università di Camerino e prevede escursioni per la raccolta delle piante, la preparazione di un erbario, e naturalmente ricette per le tinture.
Il programma dettagliato e tutte le informazioni sul sito del parco QUI
Il parco ha un bel calendario di corsi, vi segnalo anche domenica 24 giugno 2012 un corso di intreccio delle spighe di lavanda (QUI) e il 14 e 15 luglio un corso di preparazione di saponi (QUI).
Piazza San Cosimato, a Trastevere (ai piedi della collina di Monteverde, scendendo dalla bellissima Villa Sciarra) ha ospitato un corso di maglia e uncinetto gratuito lungo una settimana (e ancora oggi). Il corso è tenuto dalla Banda della Maglia, ovvero le giovanissime Violetta e Giulia.
C'è anche un gruppo di bambine intente all'uncinetto
Piazza San Cosimato non è solo una classe ma anche un knit café a cielo aperto, chiunque può portare il proprio lavoro e continuare in compagnia. Io sono andata un po' avanti con la tendina, che è rimasta parecchio indietro nelle ultime settimane, ed è facile da portare in giro. La manifestazione è sponsorizzata da DMC e abbiamo ricevuto in omaggio un kit con ferri o uncinetto e un gomitolo da
50gr x 155 m di cotone 100%
Tra i modelli che vanno per la maggiore con il cotone ci sono le borse. Ma la signora Daniela Salomone ha portato anche un vasto campionario di borse portalavoro in stoffa, e porta-ferri dritti o porta-uninetti, e la novità del momento: i piccoli sacchi a tracolla porta gomitoli per muoversi quando si lavora in compagnia senza far rotolare il filato per chilometri.
Indirizzi utili:
Finalmente ho trovato uno schema facile, carino e moderno per una tenda. E' da tempo che mi è venuta voglia di fare una tenda ad uncinetto e ho cercato tanto qua e là, soprattutto ho sfogliato riviste tedesche perché se ne trovano di specializzate sulle "bistro-gardinen", quelle mezze tende delle finestre nordiche che mi piacciono tanto.
Alla fine ho trovato lo schema sull'ultimo numero di Uncinetto Creativo
Il modello è un filet rivisitato e corretto. Credo che non farò il bordo di fiori.
Il bordo superiore è lavorato iniziando sul lato corto non su quello lungo, il che è molto più comodo. Poi si gira il lavoro a 90 gradi e si inizia il filet.
Sto lavorando un cotone n.5 con un uncinetto 3,5
Il modello ripreso dalla rivista è il Daisy Valance di Diane Stone che si trova gratuitamente su Ravelry, ma quelle spiegazioni non hanno lo schema grafico.
Quest'anno mi sono innamorata delle bulbose perenni: mughetto, malvarosa, iris, hemerocallis, e altre. Per la verità non sono bulbose ma tuberi (per intenderci, carote), la calla invece è un bulbo. E sono perenni, evviva :)
Sono piante che non si trovano troppo facilmente nei nostri vivai, ma le ho trovate da Lidl, che infatti è tedesco (e a un buon prezzo). Mi accorgo ora che ho tutte piante da ombra, evidentemente mi piace il giardino romantico.
Il mughetto (Convallaria majalis) è uno schema ricorrente nel pizzo degli scialli dell'Estonia. Nel bellissimo libro "Haapsalu Sall" (uno degli immancabili per chi ama scialli e pizzo, lace, a maglia) presenta moltissime varianti delo schema del mughetto, stilizzato ma neanche tanto, è molto ben riconoscibile, per esempio:
Gli sciali estoni, di cui ho già parlato qui, sono quelli che passano attraverso una fede nuziale!!
Negli schemi internazionali, in inglese, il mughetto si chiama lily of the valley.
In queste ultime settimane non ho avuto molto tempo libero per il blog ma vorrei approfittare di questo spazio per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutte le amiche di maglia.
Oggi è giovedì santo. Credo che questa sera le nostre chiese raggiungano il massimo della loro bellezza, con l'allestimento dei Sepolcri, decorazioni floreali semplici, di stagione, e cariche di simboli. Quando ero bambina si preparavano vasi di lenticchia bianca (ovvero fatta crescere al buio) da mettere intorno all'altare. E, rimanendo nel tema di questo blog, spesso in casa si lavoravano a mano, all'uncinetto, le tovaglie d'altare - o meglio, i bordi delle tovaglie che in genere erano di lino o cotone bianco.
Tanti cari auguri a tutte.
Roma a tutto knitting! Ora è possibile lavorare a maglia in compagnia ogni fine settimana del mese: il primo sabato del mese si incontra il gruppo di via Nazionale, il secondo e quarto sabato c'è il knit café di Pippicalzelunghe, e il terzo il Knitting Brunch di Elisa!
Quest'ultimno, una formula nuova, è stato inaugurato proprio ieri, nella birreria "4:20" a Porta Portese (via Portuense 82).
Molte knitter si incontrano nella birreria già all'ora di pranzo - da qui il nome brunch. E molte sono venute con mariti e fidanzati che, oltre ad apprezzare la cucina del 4:20, si sono poi intrattenuti in un mini torneo di giochi da pub.
I divani e i tavoli del pub sono stati riempiti di gomitoli e rocche, ferri e uncinetti. C'erano diverse giovani principianti e c'erano visi familiari di vecchie amiche di maglia.
Elisa e sua sorella Marinella (che hanno fatto gli "onori di casa" perché conoscevano già il posto) lavorano soprattutto a uncinetto, dai cappelli ai vestiti, e hanno insegnato i primi rudimenti alle neofite.
Elisa è nota a Roma per i suoi amigurumi (pupazzetti tridimensionali), nella foto sotto.
L'ambiente di questo knit mi ha ricordato il libro "Pints &Purls. Portable projects for the social knitter" di Libby Bruce e Karida Collins, un libro del 2009 troppo poco citato ma davvero ben fatto. Tutti i modelli (sciarpe, maglia, borse, calzini, scalda tazza) sono di dimensioni tali da essere trasportabili - questo mi aveva attratto perché tra i lavori avviati che ho, ce n'è sempre uno che posso portare falmente in viaggio. Inoltre, ho trovato modelli di golfini geometrici, di cui sono sempre alla ricerca perché non mi piace fare gli scalfi.
Nelle foto non si capisce, ma l'impaginazione ricorda le pareti di un pub caratteristico. Nell'introduzione, le autrici parlano del valore di knittare anche in compagnia e anche fuori casa.
E' stato un pomeriggio davero piacevole :)
Il brunch
A chi volesse avere un'idea del brunch, per la prossima occasione, segnalo che il 4:20 è caratteristico perché OGNI piatto ha la birra tra gli ingredienti. Questo non vuol dire che gli ingredienti sono annacquati di birra e alcol, al contrario hanno un aroma molto particolare nel quale a volte si riconosce a stento la birra. Mi hanno spiegato che ci sono diverse fasi e modi di lavorare il luppolo, quindi sarebbe meglio dire che i piatti contengono luppolo e che sono indicati anche per chi normalmente non beve alcolici (io non ho sentito affatto alcol).
I prezzi del brunch variano dai 2 ai 4 euro per piatto, e il menu di sabato aveva per esempio: rosti di patate, gateau di patate funghi e scamorsza, fagottini di radicchio e gorgonzola, carni varie. Per non parlare della merenda con brownies e tiramisu (al luppolo!).






